SPECIALIZZATI IN CROMOTERAPIA E CROMODISCIPLINE

Spedizioni rapide – Puoi pagare alla consegna

Erba aromatica e boccetta olio essenziale

Aromaterapia con oli essenziali

Prevenzione e affiancamento alla cura del COVID-19

Gli oli essenziali sono ottimi nella prevenzione e nell’affiancamento alla cura del COVID-19.

Utilizzare al meglio il nostro sistema immunitario e scegliere ciò che lo può sostenere in maniera più efficace è fondamentale in questo momento. 

Riteniamo infatti che l’uso degli oli essenziali rappresenti una possibilità importante proprio in virtù degli studi fatti sino a oggi, seppure per altre situazioni mediche, ma che hanno grande affinità con l’attuale.

L’importanza dell’aromaterapia

L’aromaterapia è una pratica che si inserisce nell’ambito della fitoterapia.
Utilizza gli oli essenziali per mantenere il benessere psicofisico o curare disturbi psico-fisici.

Un olio essenziale è una miscela di sostanze organiche odorose presente nelle piante” spiega Giancarlo Rossello, naturopata ed estetista a Savona.

Il loro aroma arriva tramite i recettori dell’olfatto all’ipotalamo, elemento dell’encefalo che connette il sistema nervoso con quello endocrino.

Questo meccanismo di azione spiega come un olio essenziale, sia efficace in diverse problematiche. Nel corpo umano, un po’ come succede in un’orchestra, tutto deve vibrare in modo armonico.

Gli oli essenziali vanno a riequilibrare le situazioni dove le vibrazioni non sono in sintonia, a causa di ansia, stress, infiammazioni o infezioni.

Aspetti energetici e simbolici degli oli essenziali

Quando si estrae l’olio essenziale da una pianta non si isola soltanto una miscela di principi attivi definiti dal punto di vista biochimico.
Esso rappresenta in un certo senso anche l’anima, la “personalità” della pianta, liberata dagli aspetti materiali.  

L’olio essenziale costituisce la componente più “sottile” e purificata della pianta, che, liberata dalla materia più pesante, è in grado di veicolare lo schema di “intelligenza” sottostante, ossia quel bagaglio di informazioni che possono giungere fino all’uomo e interagire con questi, non solo sul piano fisico-organico, ma che sono anche in grado di influenzarne la natura più sottile.

L’anima della pianta, in questo senso, eserciterebbe la sua influenza sull’anima umana. 
Ogni pianta ha una sua particolare impronta o energia e può offrire qualcosa di unico, comunicando una informazione che nel sistema informativo-energetico umano può essere carente o distonica.

Questi concetti si rifanno a una visione “olistica”: holos in greco significa infatti il tutto, l’intero, l’unità delle parti.

La medicina olistica considera infatti l’essere umano come una unità complessa, come un centro di coscienza che si manifesta in molteplici dimensioni, da quella fisica a quella spirituale, in un campo unitario di informazioni. 

Ogni organismo vivente può dunque essere compreso come unità in continua elaborazione e trasmissione di informazioni (DNA, RNA, enzimi) che implicano una finalità intelligente e una coscienza globale del sistema.

Ogni forma patologica è dovuta a un problema di “comunicazione” all’interno della rete.
Se l’unità nella sua globalità riesce a trovare soluzioni, sopravvive.
Se invece non vi sono soluzioni l’unità “muore” e la rete si scioglie.

L’intero pianeta si comporterebbe come un gigantesco organismo vivente, intelligente e autoequilibrantesi, una sorte di grande coscienza – Gaia o Gea (la dea della Terra) – un cervello globale costituito da tutti gli organismi viventi del pianeta e in cui ogni singolo essere umano rappresenterebbe un neurone, un elemento chiave di questa intelligenza vivente.

È l’ipotesi Gaia, proposta negli anni Novanta del XX secolo dal ricercatore James Lovelock e verificata sul piano sperimentale đa numerosi scienziati. 

Si ritrova una risonanza e una corrispondenza tra questa ipotesi scientifica e l’antica concezione del mondo che vede l’uomo-microcosmo come specchio e immagine fedele dell’universo-macrocosmo.

Questa concezione opera con una modalità di pensiero retta non dal criterio logico di causa-effetto, ma da quello “analogico-simbolico”, che rivela le connessioni fra soggetti attraverso equivalenze e significati: è la “legge di risonanza” che unisce le cose simili e che è alla radice di ogni fenomeno armonico dell’esistenza.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email